Unità di carico al centro, il fulcro dell’efficienza logistica

BSB magazzino Piacenza

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Unità di Carico, in gergo UdC: sono gli elementi di base nella gestione della logistica aziendale, ciò da cui, dicono gli esperti, “tutto ha inizio”. Sì, perché si tratta né più né meno che dei cardini nella creazione di economie di scala nel rispetto degli obiettivi top di ogni magazzino: la migliore ottimizzazione degli spazi e la resistenza agli urti durante i trasporti. Le UdC sono di solito distinte in tre diverse categorie a seconda della loro composizione.

Se quelle di primo livello sono i colli contenenti i prodotti e quelle di terzo livello container e casse mobili dedicati ai trasporti, sono le unità di carico di secondo livello ad essere differenziate in base a specifiche caratteristiche. Si tratta, in particolare, di:

– Unità pallet e contenitori adatti allo stoccaggio su scaffalature porta pallet o simili da movimentare automaticamente o con l’ausilio di carrelli elevatori. Lo standard di riferimento è generalmente di 800×1.200 millimetri.

– Contenitori e cassette in lamiera o in plastica adatte allo stoccaggio su scaffalature a ripiani o a mensole, da movimentare a mano o automaticamente. Lo standard di riferimento è di solito quello di 600×400 millimetri.

Definire con precisione le UdC è un compito ricco di responsabilità e rappresenta una fase cruciale della progettazione di qualunque magazzino, giacché determina il tassello attorno al quale l’intero sistema ruoterà. E’ essenziale stabilire innanzitutto la corretta dimensione dell’unità di carico, che deve essere compatibile sia con le necessità di produzione che con quelle del magazzino in termini di ordini e di trasporto, abbracciando esigenze diverse talvolta in contrasto tra loro. è indispensabile inoltre che l’UdC garantisca la massima efficienza quanto alla saturazione volumetrica – aspetto troppo spesso trascurato – per permettere un buon utilizzo delle superfici e dei volumi dei locali destinati allo stoccaggio. Che devono infatti mantenersi facilmente accessibili e manipolabili dai mezzi di movimentazione al fine di assicurare un utilizzo ergonomico durante le attività di picking.

Mai dare nulla per scontato, infine, se si progetta un nuovo magazzino o si è alle prese con la trasformazione di uno già operativo: non è possibile prevedere a priori se le UdC esistenti siano idonee alla nuova situazione. Sempre meglio valutare allora se le ragioni che avevano determinato l’adozione di determinati supporti e misure siano ancora attuali o se eventuali referenze di recente introduzione (magari con caratteristiche fisiche e livelli di stock diversi da quelli dei prodotti storici) non suggeriscano l’utilizzo di unità di carico differenti. Anche i cambiamenti relativi alle consegne – nelle quantità o nella frequenza richiesta dai clienti, ad esempio – possono talvolta imporre sistemi di movimentazione e stoccaggio inediti. Mai escludere infine la possibilità di scegliere UdC multireferenza, in particolare per prodotti a bassa giacenza, obsoleti e fuori catalogo.