L’Impatto dei metodi di valorizzazione inventariale (LIFO/FIFO) sulla logistica

copertina articolo 2 luglio BSB_LOGISTICA_ LIFO, FIFO, FEFO e impatti sulla logistica

È una scena che si ripete in molte aziende, spesso senza che nessuno ne colga la portata. In contabilità si applica il metodo FIFO: si presume che le prime merci entrate siano anche le prime a uscire. È una decisione contabile, adottata per motivi fiscali o di rappresentazione bilancistica.

Ma nel magazzino, l’operatore prende il primo pallet che ha a portata di mano, senza curarsi della data di entrata. È il modo più rapido per spedire. Eppure, quell’azione, apparentemente innocua, può generare distorsioni nei dati finanziari, accumuli di scorte obsolete e inefficienze nei processi.

È questo il punto di partenza: i metodi di valorizzazione delle scorte non sono una questione contabile astratta. Devono riflettersi nei processi fisici, nel layout di magazzino, nelle regole di picking e nella struttura informatica. Dove questi due mondi – finanza e logistica – non dialogano, i problemi emergono con forza. Dove invece c’è coerenza, l’inventario diventa una leva di efficienza e affidabilità.

Capire la valorizzazione inventariale: una guida per chi non è contabile

I metodi di valorizzazione delle rimanenze determinano con quale costo si registra a bilancio il valore del magazzino e il costo del venduto. Sono tre quelli più diffusi:

FIFO (First-In, First-Out)

È il metodo più intuitivo: si assume che le unità entrate prima siano anche le prime a essere vendute. Dal punto di vista finanziario, in un contesto di prezzi in crescita, questo abbassa il costo del venduto (perché le unità più vecchie, e quindi meno costose, vengono considerate per prime) e aumenta il valore a bilancio delle rimanenze (che sono costituite da acquisti più recenti, più costosi). È anche il metodo più comunemente adottato nei paesi europei secondo i principi contabili IFRS.

LIFO (Last-In, First-Out)

All’opposto, il LIFO presume che le ultime unità entrate siano le prime a uscire. In un contesto inflattivo, comporta un costo del venduto più elevato (riducendo l’utile contabile e quindi l’imposizione fiscale) e un valore di magazzino più basso. Tuttavia, è importante precisare che il LIFO non è consentito dagli standard IFRS, ed è oggi utilizzato quasi esclusivamente negli Stati Uniti secondo i principi US GAAP.

CMP – Costo Medio Ponderato

Il metodo del costo medio calcola il valore unitario della merce come media ponderata dei costi d’acquisto. Fornisce una valorizzazione stabile, riducendo l’effetto delle fluttuazioni di prezzo. È spesso adottato da aziende con grande varietà di forniture simili e rotazione regolare.

FEFO (First expired, First out)

FEFO impone di prelevare prima i lotti che scadranno prima, anche se sono entrati dopo in magazzino. È la regola operativa standard per settori come:

Dalla teoria al magazzino: allineare processi fisici e principi contabili

Se in contabilità viene adottato il metodo FIFO, ma il magazzino utilizza una logica di prelievo casuale, si genera una discrepanza tra il valore dichiarato in bilancio e ciò che effettivamente si movimenta.

Ecco perché è fondamentale che il flusso fisico segua il più possibile quello contabile.

Nel caso del FIFO, significa implementare sistemi che garantiscano che ciò che è arrivato prima venga effettivamente spedito per primo. In termini pratici, questo richiede:

  • una tracciabilità puntuale delle date di ricevimento;
  • un layout del magazzino strutturato per facilitare il picking cronologico;
  • un WMS (Warehouse Management System) in grado di suggerire in automatico agli operatori quali unità prelevare.

Per implementare correttamente il FEFO, invece, servono:

  • un WMS in grado di gestire scadenze per lotto;
  • una etichettatura accurata e visibile;
  • operatori formati e processi coerenti.

Cosa succede quando finanza e logistica non si parlano

Le conseguenze di un disallineamento sono tutt’altro che trascurabili. Ecco le principali:

1. Svalutazioni e sprechi

Se il magazzino segue una logica di prelievo “comoda” e non rispetta il FIFO o il FEFO, i lotti più vecchi restano fermi sugli scaffali. Il rischio? Obsolescenza, scadenza, inutilizzabilità, e infine una svalutazione a bilancio. In alcuni casi, questi errori costano milioni.

2. Immagine contabile distorta

Un magazzino disallineato può portare a rappresentazioni fuorvianti a bilancio: valori teorici non corrispondono a stock reali o vendibili. Questo compromette la trasparenza contabile, ma anche la capacità di pianificare acquisti, flussi finanziari e scorte.

3. Inefficienza operativa

Prelevare l’articolo giusto richiede più tempo se il layout non è coerente. Gli operatori devono cercare, gli errori aumentano, la produttività cala. L’aumento del costo del lavoro è spesso silenzioso, ma continuo.

La scelta del metodo di valorizzazione non è – e non deve essere – una prerogativa del solo dipartimento finanziario. È una decisione strategica che richiede il coinvolgimento della direzione operativa. Perché solo con processi coerenti e condivisi, la valorizzazione contabile corrisponderà al reale valore operativo dello stock.

In un mercato dove l’efficienza della supply chain è un fattore competitivo chiave, la sinergia tra logistica e contabilità non è più un’opzione. È una necessità.

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Garantire coerenza tra valorizzazione inventariale e gestione fisica richiede tecnologia, disciplina operativa e competenza verticale.

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